Club Alpino Italiano
sezione di Sassari

Due giorni 22/23 febbraio: Sabato, Sella del Diavolo CA – Domenica, Pranu Trebini , Villaputzu CA 

  • Data: sabato 22 Febbraio 2025
  • Difficoltà: EE

Escursione n. 4

Data: 22/23 Febbraio 2025

Località: Promontorio di Sant’Elia, CA – Pranu Trebini, Villaputzu SU

Accompagnatori: Rita Idini (ASE), Luciano Vargiu ( Cai CA) per prenotazioni e info telefonare a Rita 3481524687.

Questa due giorni è organizzata con il gentile aiuto del Cai di Cagliari in particolare di Luciano Vargiu che si è reso disponibile non solo ad accompagnarci a Pranu Trebini, conoscendo molto bene il sito, ma anche ad accoglierci il sabato portandoci sul promontorio di Sant’Elia a Cagliari. Ci atteniamo quindi ai loro consigli e modalità, limitando a 25 il numero di partecipanti per motivi legati soprattutto alla fragilità del geosito di Pranu Trebini ma anche per la difficoltà nel raggiungere in macchina l’imbocco del sentiero. Bisogna avere infatti una macchina un po’ alta e non molto lunga per superare alcuni guadi.

PROGRAMMA SABATO 22 – PROMONTORIO DI SANT’ELIA, CA

Trasferimenti: Auto Proprie

Primo ritrovo: ore 8.30 parcheggio Via Budapest a Sassari

Secondo ritrovo: ore 11.00 Marina Piccola

Percorso stradale: Seguire E25 in direzione di Viale Campioni d’Italia 1969/1970 a Cagliari. Prendi l’uscita verso Poetto/La Palma-S. Elia/Villasimius da Via Emanuele Pessagno. Prendi Viale Viale Poetto fino al parcheggio di Marina Piccola https://www.google.it/maps/place/39%C2%B011’39.1%22N+9%C2%B009’19.0%22E/@39.194197,9.155266,17z/data=!3m1!4b1!4m4!3m3!8m2!3d39.194197!4d9.155266?entry=ttu&g_ep=EgoyMDI1MDEyOS4xIKXMDSoASAFQAw%3D%3D

Tempo di percorrenza  della escursione 5 ore circa ( escluse le soste).

Lunghezza : Circa 7 Km.

Dislivello totale: Circa 370 mt

Difficoltà : E

Tipo di terreno: Terra battuta e rocce

Interesse : Escursionistico, naturalistico e paesaggistico

Segnaletica : Nessuna

Avvertenze particolari : Vestiario adeguato alla stagione con antivento e pioggia – scarponi da trekking – Consigliato uso dei bastoncini –  adeguata scorta di acqua – pranzo al sacco per sabato e domenica.

Descrizione itinerario: Descrizione generale

Il promontorio di Sant’Elia divide in due il golfo di Cagliari, ad occidente, dalla torre del Poetto fino a Foxi, comprende l’arco litoraneo del Poetto e del golfo di Quartu, ad oriente si estende invece la spiaggia e il promontorio di Calamosca con il suo Faro, il quartiere di Sant’Elia, la marina di Su Siccu e la città di Cagliari con il suo porto. Sul versante occidentale si protende verso il mare il promontorio noto come la Sella del Diavolo.

Durante l’escursione al Capo Sant’Elia, avremo la possibilità di ammirare nell’ordine

  1. la torre del Poetto,
  2. nuova croce di Sant’Elia
  3. le rovine del tempio di Astarte
  4. faro di Sant’Elia
  5. la torre del Prezzemolo
  6. forte di Sant’Ignazio

Cercheremo di approfondire sul luogo la storia di questi punti accompagnata da molte leggende, oltre ai vari aspetti legati alla flora ed alla fauna

Per chi volesse predocumentarsi circa gli aspetti ambientali ed archeologici trasmetto bibliografia:

https://www.quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/qua/article/view/36 https://people.unica.it/lac/files/2018/01/Sirigu_Sanna_Sella-diavolo.pdf

Nella figura che segue una rappresentazione plastica del capo Sant’Elia con l’indicazione dei principali siti e monumenti di interesse storico/archeologico

  • Figura 1- Carta distributiva delle presenze di età preistorica e protostorica nell’area del colle di Sant’Elia: 1) Grotta del Bagno Penale, 2) Domus de janas, 3) Stazione del Semaforo, 4) Grotta del Semaforo, 5) Stazione di Cala Mosca, 6) Grotta di San Bartolomeo7) Domus de janas di San Bartolomeo, 8) Stazione B di Marina Piccola, 9) Grotta di Sant’Elia, 10) Stazione A di Marina Piccola, 11) Stazione della Sella del Diavolo, 12) Grotta dei Colombi (su DTM RAS. Elaborazione F. Nieddu sulla base di Atzeni 2002)

Percorso a piedi

Ci incontriamo alle ore 11 nel parcheggio di Marina Piccola

Il percorso, in parte su cengia sopra Marina Piccola e in parte su sentiero con una breve rampicata su rocce calcaree, richiede cautela e sicurezza, ma ci permette di godere della magia del luogo, tra la natura e la storia.

Dopo una breve presentazione, ci mettiamo in cammino lungo il sentiero che ci porta alla torre del Poetto, che si erge maestosa davanti a noi, dominando la baia. Da qui, la vista si allarga, e possiamo avvistare le torri costiere del golfo di Cagliari, tra cui quella di Mezza Spiaggia e dell’Isola dei Cavoli.

Ma la nostra avventura continua, e ci dirigiamo verso la nuova croce di Sant’Elia, affrontando una piccola rampicata su roccia calcarea.

Dopo aver ammirato la vista, continuiamo, con attenzione, lungo il sentiero che ci porta alle rovine del tempio di Astarte, trasformato nel medioevo nella chiesa di Sant’Elia al Monte, dove potremmo vedere il sistema di canalizzazione e raccolta delle acque di presumibile origine punica.

Proseguiamo poi lungo la linea di cresta e prendiamo il sentiero che ci porta verso Calamosca, camminando con cautela sul disomogeneo piano di calpestio formato dalla roccia calcarea.

Saliamo fin sull’altopiano del Capo Sant’Elia per godere di una bella vista panoramica.

Dopo aver osservato dall’alto le postazioni militari adiacenti il faro, con prudenza iniziamo la nostra discesa, aggirando una ex cava, fino a raggiungere la torre del Prezzemolo, da cui possiamo ancora ammirare la vista panoramica sulla costa, sul mare circostante e sullo scoglio di Sant’Elia.

Continuando il nostro cammino lungo un ampio sentiero, raggiungiamo le rovine del forte di Sant’Ignazio e ci dedichiamo a una visita di questo importante sito storico, ammirando le possenti mura di cinta e le torri che un tempo proteggevano il forte. Esploriamo anche gli interni delle vecchie casematte, immersi nella storia e nella cultura di questo antico avamposto difensivo.

Mappa percorso e profilo altimetrico

Nota: l’escursione potrà subire variazioni.

PROGRAMMA DOMENICA 23 – PRANU TREBINI, VILLAPUTZU SU

Primo ritrovo: Da definire sabato in funzione dell’eventuale alloggio in hotel degli escursionisti

Secondo ritrovo: Vecchia s.s.125 deviazione Baccu Locci https://maps.app.goo.gl/EPnjBGnmkbRK1nm7A

Percorso stradale: Possibilmente in fuori strada o comunque con macchine “alte” in considerazione di dover percorrere c.a. 6 Km di strada dissestata con guado ripetuto del Rio Corr’e Cerbu.

Si segnala che a causa di lavori nelle gallerie della s.s. 125 Var. siamo costretti, seguendo le indicazioni predisposte da ANAS, ad uscire dalla s.s. all’altezza di San Priamo ed attraversare il paese di Muravera. Dopo l’attraversamento del centro abitato si riprende la s.s. 125 Var. seguendo le indicazioni Tortolì

Ripresa  la s.s. 125  Var si prosegue fino alla uscita per Quirra, appena fuori la galleria, al km 59,8(https://www.google.it/maps/place/39%C2%B031’25.0%22N+9%C2%B035’13.5%22E/@39.523598,9.587086,17z/data=!3m1!4b1!4m4!3m3!8m2!3d39.523598!4d9.587086?entry=ttu&g_ep=EgoyMDI1MDEyOS4xIKXMDSoASAFQAw%3D%3D ), si completa lo svincolo e raggiunta la vecchia s.s. 125 si prende la direzione per Tertenia. Dopo un centinaio di metri si lascia la vecchia 125 e si imbocca a sinistra una strada indicante Area Geomineraria Baccu Locci/Tomba dei Giganti. https://www.google.it/maps/place/39%C2%B031’29.9%22N+9%C2%B035’21.4%22E/@39.524984,9.589276,17z/data=!3m1!4b1!4m4!3m3!8m2!3d39.524984!4d9.589276?entry=ttu&g_ep=EgoyMDI1MDEyOS4xIKXMDSoASAFQAw%3D%3D    La strada, asfaltata solo per un breve tratto, si inoltra nella gola guadando diverse volte il corso d’acqua Rio Corr’e Cerbu.

Tempo di percorrenza 5 ore circa ( escluse le soste).

Lunghezza : 7,8 Km c.a.

Dislivello totale: 450 m

Difficoltà : EE Passaggi su roccia con qualche tratto esposto

Tipo di terreno: Vecchia carrareccia in parte chiusa, tracce di sentiero

Interesse : Escursionistico, naturalistico e paesaggistico

Segnaletica : Nessuna

Descrizione itinerario:

L’escursione interessa un geosito/geomorfosito. Un geosito consiste in “un bene naturale geologico non rinnovabile”

L’area si trova a Sud dell’altopiano del Salto di Quirra, area soggetta a servitù militare, e sovrasta il borgo minerario di Baccu Locci. Pranu Trebini si estende per circa 0,4 chilometri quadrati ed è caratterizzato da forme tabulari calcaree e arenacee. La località si contraddistingue per la grande varietà di forme derivanti dall’azione erosiva selettiva degli agenti atmosferici sulle diverse tipologie di roccia. Il sito è caratterizzato da una profonda e stretta valle dall’elevato valore scenico e paesaggistico, nella quale si susseguono singolari morfologie quali archi, guglie, cornici a costituire una sorta di e città scavata nella roccia.

Il geosito si è formato dall’azione differenziale dell’erosione che ha scolpito colonne di roccia in successione, come fosse il profilo di una città di roccia. Le arenarie e i conglomerati dell’Eocene (di circa 50 Ma) sono stati erosi più facilmente rispetto ai sovrastanti calcari, creando un panoramico palcoscenico naturale

Descrizione itinerario a piedi

Lasciate le auto ci inoltriamo in un bello e ripido sentiero, derivato da una antica carrareccia, immersa nel bosco per circa 500 m. fino a raggiungere uno sterrato, di relativamente recente realizzazione, proveniente dalla ex laveria che ha spezzato la carrareccia esistente. Attraversiamo lo sterrato per riprendere, in un punto contrassegnato da un omino di pietra, quel che resta della antica carrareccia immersa nel fitto della boscaglia fino a raggiungere dopo circa 20-25 minuti la quota di 370 m s.l.m. da cui diparte un sentiero in ripida discesa che sarà preso però solo nella fase di rientro dell’escursione. Proseguiamo, sempre in salita, in direzione nord, fino a raggiungere un’area oggetto di intervento di rimboschimento a pino mediterraneo, alle pendici del pianoro di Pranu Trebini meta della escursione. L’area si raggiunge dopo circa 1 ora di cammino complessivo durante il quale siamo passati da una quota di circa 120 m del punto di partenza a 410 m s.l.m.

Il sentiero termina in uno sterrato, a suo tempo realizzato per consentire le operazioni di rimboschimento, che lo si attraversa per poi inoltrarci nel bosco che, con breve e ripida salita, ci conduce sul roccioso altopiano di Pranu Trebini e quindi all’ingresso sul lato sud-est del geosito.

Il geosito si sviluppa per circa 800 metri sul lato orografico di sinistra della gola Baccu Trebini su cui scorre l’omonimo rio e, per la sua visita, necessita di un tempo non inferiore a 1,30 h. Data la particolare conformazione e la delicatezza delle rocce è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni ed alla tempistica indicata dai direttori della escursione, in particolare si raccomanda la massima attenzione nei movimenti e di non toccare le rocce in particolare gli strati friabili di arenarie.

Usciti dalla città di pietra ci inoltriamo su un sentiero che, a vista, percorre l’altopiano e, dopo un brevissimo tratto su sulla sterrata, si inoltra su un sentierino immerso in una fitta ma bassa vegetazione costituita in prevalenza da cisto, mirto, erica, lentischio e varie altre specie vegetali tipiche della macchia mediterranea. Dopo circa 300 m si giunge ad un secondo geosito, più giovane ed ancora in formazione.  Al termine di questo si torna sull’altopiano e, percorrendo una labile traccia sul pianoro calcareo, resa evidente da “omini” in pietra opportunamente posizionati, si raggiunge al punto di uscita dal primo geosito visitato. Da qui seguendo un sentierino abbastanza evidente, lungo il quale continua l’osservazione del lento formarsi delle colonne e delle cavità, si raggiunge nuovamente lo sterrato che si percorre per poco più di un centinaio di metri prima di lasciarlo per scendere, su un sentiero “approssimativo” verso il rio Baccu Trebini che si guada, in prossimità della sua sorgente, per raggiungere in breve i ruderi di un vecchio ovile abbandonato, realizzato sfruttando in parte un anfratto nella roccia,  che ci offrirà riparo per la sosta pranzo.

Dopo la sosta prenderemo la via del ritorno scendendo dai 450 m circa della quota dell’ovile fino ai 350 m del guado sul solito rio Baccu Trebini dopo circa 1,2 Km che percorreremo sui resti di una vecchia carrareccia tutta sottobosco, dove abbondano le piante di fillirea, corbezzolo e mirto che offre saltuari aperture a magnifiche vedute della sponda opposta del Baccu che ospita la città di pietra; la vista dalla sponda opposta è suggestiva per la visione d’insieme che offre e che non è possibile ammirare da distanza ravvicinata.  Dopo il guado si risale lungo un evidente sentiero sotto bosco fino ad incrociare una vecchia carrareccia in parte franata ed in parte invasa dalla vegetazione che dopo poco più di 500 metri ci conduce al piccolo arco dal quale, prenderemo una ripida discesa che, in meno di 200 m ci fa perdere 50 m di quota e ci porta alla base della cascata a più salti già osservata durante la salita. La ripida discesa termina sullo sterrato aperto di recente, probabilmente per favorire il trasporto della legna, che porta fino alla vecchia laveria e che abbiamo già attraversato all’inizio della nostra escursione. Noi lo percorreremo fino a riprendere il sentiero che ci porta al parcheggio delle auto.

Nota: l’escursione potrà subire variazioni.

Norme di comportamento da tenersi durante le escursioni

Ogni componente del gruppo durante l’escursione starà sempre dietro l’accompagnatore, non uscendo mai dal sentiero, e ne dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni; il non attenersi vale come rinuncia implicita al nostro accompagnamento ed alla assicurazione del CAI.

Cercare di non distanziarsi da chi lo precede. Se ciò fosse avvenuto e ci si trova incerti sul da farsi, fermarsi e aspettare l’accompagnatore in coda al gruppo.

Chi dovesse fermarsi per qualsiasi motivo (necessità fisiologiche, fotografie, ecc.) lasci lo zaino lungo il sentiero in modo che l’accompagnatore che chiude la fila dei partecipanti saprà che deve attenderlo.

Non si lasciano rifiuti di alcun tipo; i rifiuti si riportano a casa (anche quelli degradabili);

Ogni infrazione può essere motivo per l’esclusione alle successive escursioni.

Ai partecipanti è richiesta la massima disciplina, pena l’immediata esclusione dall’escursione per comportamenti potenzialmente dannosi per gli altri Soci.

Dichiarazione di esonero di responsabilità

Il Club Alpino Italiano promuove la cultura della sicurezza in montagna in tutti i suoi aspetti.

 Pur tuttavia la frequentazione della montagna comporta dei rischi comunque ineliminabili e pertanto con la richiesta di partecipazione all’escursione il partecipante esplicitamente attesta e dichiara.

  • di non avere alcun impedimento fisico e psichico alla pratica dell’escursionismo; di essere idoneo dal punto di vista medico e di avere una preparazione fisica adeguata alla difficoltà dell’escursione.
  • di aver preso visione e di accettare senza riserva alcuna il Regolamento Escursioni predisposto dal CAI, Sezione di Sassari e le norme di comportamento sopra richiamate.
  • di aver letto con attenzione la descrizione e la scheda tecnica della presente escursione (informandosi, quando il caso, con l’accompagnatore responsabile) e quindi di ben conoscere  le caratteristiche e le difficoltà della stessa.
  • di assumersi in proprio in maniera consapevole ogni rischio conseguente o connesso alla partecipazione all’escursione e pertanto di esonerare fin d’ora il CAI sezione di Sassari e gli Accompagnatori di Escursione da qualunque responsabilità.

La mappa

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